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Stimatissimo Professore,
un recente episodio accaduto al Circolo di Monza, dove due forti giocatori si sono accordati subito per la patta, mi ha ispirato questi versi, che le invio per una sua valutazione critica.

La patta nella storia

Patteggiavano i Fenici
E restavan sempre amici
Dopo diquattrocieffesei
La smettevano i Caldei
Sosteneva Decio Bruto:
"prima patto e poi discuto"
Annuiva MarcAurelio
'Fare patta È sempre meglio'!
Nell'Apologo di Agrippa
I Patrizi pattavano con Crippa
Predicava Gesù
"patta ora o mai più"
perché nel finale
papale papale
rischi che anche le schiappe
te lo mettan tra le chiappe.
Asseriva Maometto
"io chi patta lo rispetto"
e i seguaci dell'Islam
pattan come Petrosian.
Esagerava Carlo Magno:
'patto pure con Calcagno!'
Predicò Martin Lutero
'patta solo con il nero',
mentre nostro padre Dante
le pattava tutte quante.
Il pensiero illuminista
patteggiava a prima vista,
Carlo Marx diceva "È dura,
chiedo patta in apertura",
ma ora chiudo la mia rima
(avrei dovuto farlo prima
era meglio, cosa certa
non l'avessi proprio aperta)
ricordando, m'era sfuggita
che pattando niun mai vinse
la partita!


Mi permetta di mantenere l'anonimato.
Cordialmente,

Ren. Man.



Caro amico, dopo aver letto la sua 'come definirla'...filastrocca, ho rivalutato l'opportunità di mantenere, talvolta, l'anonimato. Resti pure anonimo, caro figlio di NN (sicuramente anche suo padre avrà voluto restare anonimo, una volta visto il figlioletto) ma, per favore scriva solo dei frammenti...2, 3 versi al massimo.
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