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	<title>GHILI NEWS</title>
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		<title>Un giorno come tanti,</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 11:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kob</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>una domenica. Quindici di aprile per la precisione. I numeri, le date, tutti uguali. Però quella mattina lì ho ascoltato &#8211; me lo dice un amico &#8211; la nona di Mahler. Il valzerino, per la precisione. Erano le vacanze di pasqua, o poco di più. Insomma, si veniva da qualche giorno di vacanza. Come sempre, come ogni anno, come anche oggi, ad aprile, mi chiedevo, o evitavo di chiedermi, cosa avrei fatto l&#8217;anno seguente. Se avevo il posto, risposta probabilmente no, ma la lunga consuetudine a quello strano guazzabuglio nel quale vivo mi ha abituato a dire non ci pensare, non ti preoccupare, niente va mai come ti aspetti. Già: niente va mai come ti aspetti, niente come si prevede che vada. Succede magari anche che il Radics, dopo tanti anni, ci ha la ragazza fissa. Più tardi, molto più tardi, scoprirò che gli ha dato un portafortuna. Non ho mai saputo quale. Io un portafortuna ce l&#8217;avevo. Una torre, chi l&#8217;ha visto lo sa. Poi molto, molto più tardi ho deciso di non usarla più. Il perché non mi ricordo. Montalbini, quel giorno lì, ha saputo da me che ci si giocava una cosa che il solo nome faceva paura. E quando gliel&#8217;ho detto, durante una delle duemila sigarette di ogni partita, ha detto ah, beh, allora vado e glielo dico ai miei, che devono vincere. Vincere. A ben vedere quel giorno lì non ha vinto nessuno. È finita pari. La madre di tutte le battaglie. Un pareggio, dicono gli americani, è come baciare tua sorella. Niente emozioni, niente adrenalina, allora piuttosto perdi, ma rischia. Forse, quando molti anni dopo quel valzerino, il Radics va dal Capitano, e gli dice con il Peace and Love è patta, forse al Capitano gli passa anche questo per la testa. Che pareggiare è come baciare tua sorella. E siccome io sto penando come un cane contro il Massironi, il VDF ha già pareggiato in sicurezza col Buchicchio, per bene che vada, se lui dice sì, ci si ritrova al bacio incestuoso di cui sopra. Però, a ben vedere, anche quel bacio basta. Il perché, anche qui, non lo ricordo. La classifica, vera o avulsa, ma basta. Il bitim quel giorno lì giocava in trasferta. Ma si giuocava poco. Il Capitano dice sì. Io non dico, io penso PD. Che non è un partito, e nemmeno il nome di quello che sta firmando il formulario di fronte al mio pelatino. Chi cavolo vince, l&#8217;eslong? L&#8217;ultima vittoria dell&#8217;eslong risale all&#8217;anno prima, alla A2, contro non ricordo nemmeno chi. Erano proprio le primissime strisce, si chiamavano così perché si muovevano sulla home page del sito, sapete quel monzascacchi che adesso fa la pubblicità al viagra, e in una c&#8217;è scritto ieri l&#8217;eslong ha vinto una partita. Mi pare contro Rivoli, o quello che sia, quelli della Barbiso. Non ricordo altro. Mi ricordo quando è arrivato il Liv. Io ero fuori, giocavo ancora, e fumavo. Prima, molto ma molto prima, era arrivato anche il Gabo. Con morosa al seguito, se ben ricordo. E aveva detto c&#8217;è bisogno che gioco? Risposta no. Ok, allora ci sentiamo dopo. Poi ricordo il Surfer, quando è arrivato. Io avevo già perso. Giuocavano solo i due capitani. E molti tavoli in là il Surfer analizzava. Con Buchicchio, Peace and Love, Massironi. Noi no. Ricordo lo sdrumovic. Ricordo che quello stesso anno, camminando sui binari della stazione di Udine, al VDF arriva un sms. Mi si fanno i complimenti per essere campione della Brianza. O della paranza, che c&#8217;era una canzone appena uscita. Mi ricordo il sole. Anche la faccia del Capaliku. Anche di aver cercato, inutilmente, un caffè al ginseng, che era la mia mania in quel tempo lì, in mezza san donà di piave. Ricordo Holly e il Pupi. Ricordo il Liv, di cui sopra, con lo Spranga accasciato sulla sedia, andare da lui e dire ciao io sono il Liv. E lo Spranga raccogliere tutte le sue forze e stringere la mano. Ricordo esattamente, precisamente, il punto in cui suonò il telefono del Radics. Via Cavallotti, di fronte al bar tabacchi a pochi metri da piazza Trento. Quello più vicino al Manzoni. Non mi ricordo chi è che gli ha dato la notizia. Udine Arzignano 3 a 1. Biscotto. Da quel momento in poi ricordo ogni istante. L&#8217;history pub. L&#8217;inter che credo abbia perso con il Chievo. Ricordo che per ore ci siamo detti non può essere vero. Ce lo siamo detti in un&#8217;orgia di cellulari, il mio il suo, che continuavano a suonare. Ricordo che qualche giorno dopo il giorno mi chiamò per intervistarmi. Ricordo che l&#8217;Imperatore non riusciva bene a capire di cos&#8217;è che stavamo parlando. Ricordo che l&#8217;eslong per anni è andato in giro con quella penna di quel giorno lì. Ricordo tanto tempo dopo il VDF al circolino che analizza la partita col Buchicchio.<br />
Mi ricordo questa foto. L&#8217;ha fatta il Liverpool. L&#8217;eslong ha gli occhi chiusi. Il VDF, forse l&#8217;unica volta da quando lo conosco, mostra emozioni. Mostra fatica. Non tanto per la sua partita. Il Radics ha una faccia che dice tutto, e mi pare anch&#8217;io.</p>
<p><img src="http://www.scacchimonza.com/news/wp-content/uploads/2012/04/PFSCMAMA.jpeg" alt="PFSCMAMA.jpeg" border="0" width="400" height="300" /></p>
<p>Io non ho fatto la barba e ho la giacca della fortuna. Dopo arriveranno tante altre cose, altri indumenti, altre superstizioni. Mi ricordo, anche a occhi chiusi, non la mia partita, non solo quella almeno, ma il finale del Capitano. A ben vedere il formulario, il mio, di quel giorno lì non ce l&#8217;ho. E, a parte qualche foto, qualche filmino che ancora gira su youtube, non ho nient&#8217;altro. Sparito persino il famoso tovagliolo autografo commemorativo, con una certa posizione disegnata sopra, che riportammo dall&#8217;history. Appeso alla bacheca del circolo venne poi cestinato dal Paulovich. Sparita la mia convinzione, la mia Forza. Almeno in questi momenti qua. Sono passati cinque anni. A vedere, a pensare cosa è successo in mezzo sembra un secolo. Un secolo inutile.</p>
<p>A Mauro Marelli,<br />
Valerio Di Fonzo,<br />
Luca Radice,<br />
Flaviano Gabetto,</p>
<p>ai cardiac kids, alla <b>P</b>iù <b>F</b>orte <b>S</b>quadra <b>C</b>he <b>M</b>onza <b>A</b>bbia <b>M</b>ai <b>A</b>vuto, a cinque ragazzi che ci hanno creduto. Che sono stati capaci di essere mille volte più forti della somma delle loro forze, che hanno capito di valere qualcosa, quando tutti dicevano il contrario</p>
<p><center><big><strong>GRAZIE</strong></big></center></p>
<p>non lo dimenticherò, non lo dimenticheremo mai.</p>
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		<title>Pregherò,</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 19:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Addio mondo crudele, Si è spento il sole, Speedy Gonzales, La terza luna, Speedy Gonzales (ancora?), La partita di pallone, Tu non lo sai, Abat jour, Stasera pago io. Boh, trattasi, presa da questo sito, che già so andrete a sbirciare, della top ten, della hit parade della settimana in cui sono nato. Ora, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Addio mondo crudele, Si è spento il sole, Speedy Gonzales, La terza luna, Speedy Gonzales (ancora?), La partita di pallone, Tu non lo sai, Abat jour, Stasera pago io. Boh, trattasi, presa da <a href='http://www.hitparadeitalia.it/hp_weeks/index.html' target='_blank'>questo sito</a>, che già so andrete a sbirciare, della top ten, della hit parade della settimana in cui sono nato. Ora, a parte pregherò, che mai perdoneremo al Molleggiato, la partita di pallone, e la fastidiosissima Speedy Gonzales, qui nella doppia versione di Pat Boone (quarta) e Peppino di Capri (sesta) devo dire che il resto è veramente un mistero. Per il resto so che nevicava, come minaccia di nevicare nei prossimi giorni. Niente terremoti. Io, a dire il vero, non ho nemmeno sentito la seconda scossa, venerdì. A ben pensarci devo essere disterremotico, o più precisamente dissismico. Certo dis qualcosa lo devo proprio essere perché ricevo, gentilmente girata dal Bobby Cartolino, la seguente mail, destinata alle squadre di A1. E ai rispettivi capitani. E a un Capitano. Scusate la fine distinzione. <br />
<i>Gentili Responsabili,<br />
al fine di stabilire i numeri di sorteggio per gli abbinamenti viene assegnato a ciascuna squadra l&#8217;intervallo di numeri riportato:<br />
<br />
1-15 CARIGE Genova<br />
16-30 CCS Cogne Aosta<br />
31-45 Corsico A<br />
46-60 Imperia 2<br />
61-75 Monza Scacchi A<br />
76-90 US Trentina</p>
<p>Il 1° estratto della Ruota Nazionale stabilirà la n° 1, il 2° estratto la n° 2, ecc. <b><big>Se n estratto non dovesse assegnare alcun numero, si utilizzeranno le altre ruote in ordine alfabetico, sempre a partire dal 1° estratto</big></b><br />
L&#8217;estrazione è quella di sabato 28 gennaio 2012.<br />
<br />
Cordialmente<br />
XXXX YYYYY<br />
</i><br />
Il nome del mittente &#8211; ovviamente &#8211; non lo scrivo per la privacy. Però, da circa mezz&#8217;ora mi pongo il seguente, atroce, lancinante dubbio:</p>
<p><center> <big><b>Eh??</big></b></center></p>
<p>Allora, io non sono molto esperto del nobile giuoco del lotto. Però mi pare che i numeri vadano da uno a novanta. Come può quindi n, numero estratto, non assegnare alcun numero? Cosa cavolo vuol dire? Boh, domani lo chiedo a Gunawartana (scritto a memoria, faccio progressi enormi, vi dico anche all&#8217;incirca Jayakarama, ma so che sbaglio&#8230; e voi?). Magari mi spiega. Io, l&#8217;unico problema che vedrei è che sulla Ruota Nazionale, sabato, possano uscire &#8211; per dire &#8211; 1 2 3 4 5 6 (mi pare siano sei numeri) e che quindi si stabilisce chi è la prima ma le altre no. Dovessi esprimere questo concetto credo direi: se i numeri estratti sulla ruota nazionale (mi sono dimenticato il maiuscolo, fate finta che ci sia) non saranno sufficienti a determinare l&#8217;ordine di sorteggio allora si utilizzeranno i numeri delle altre ruote (questo minuscolo apposta, è giusto. Però magari tipo l&#8217;eslong quella di Milano la vorrebbe maiuscola, quella di Bari (città assolutamente a caso) minuscola e piccoletta. Fa niente, di media verrebbero comunque minuscole, questo facciamo) eccetera. Cià, vediamo un po&#8217; cos&#8217;è uscito: allora, Ruota nazionale, 48, 70, 68, 50, 5. Cioè Imperia, Monza, Monza, Imperia, Genova. Poi (bari) Trento, Genova, Genova, Genova, Trento. Ancora, Cagliari: Trento, Imperia, Cogne, Imperia, Monza. Basta così, ma chi manca? Boh, non mi viene in mente, sono dismemorico&#8230; </p>
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		<title>Di sfide,</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kob</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>si parlava ieri. La mia, da qualche giorno a questa parte, piacerà all&#8217;eslong e all&#8217;Imperatore. La mia è imparare a memoria un nome. Il nome è quello di uno studentello del mio istitutino. Che recita, lo dico a memoria, no, non ci riesco, copio incollo: JAYAWICKRAMA GUNAWARDANA VIMUKTHI YAHAMPATH. Giuro. Di dove sia mica lo so. Secondo me nemmeno tanto lui. Io credo di Sondrio o limitrofi. Niente, ieri ero riuscito a ricordare JAYAWICKRAMA GUNAWARDANA, aggiungendoci bidibibodibibu, e cantandolo sulla nota musichetta disneyana. Perché questa sfida? Primo: penso faccia davvero bene alla memoria. Ho un lontanissimo ricordo, di un vecchissimo articolo su <small>repubblica</small> di quando Kasparov era giovincello e imberbe. E diceva che il Garry frequentava un corso. Che in trenta secondi doveva memorizzare tipo una decina di parole così. Mica lo so se è vero. Infatti non è che sia questo il vero motivo. Il vero motivo è il secondo. Secondo: perché ho una curiosità incredibile e insaziabile, nel senso che mai riuscirò a soddisfarla. Che è quella di sapere che effetto fa a lui, che quella vagonata di nomi se la porta dietro dalla nascita, il nome Mario Rossi. O Luca Re. È come l&#8217;altra curiosità che mi assilla da sempre. Altrettanto certo che mai la soddisferò. Perché sapete, ormai la scuola italiana pullula di dislessici. Ah, ai miei tempi si diceva asini, altro che, e c&#8217;erano anche le mezze stagioni. E se uno non leggeva giù cinghiate, altro che dislessico. Chiusa parentesi. Pullula di dislessici dicevo. E fin qui pace. Io credo di avercele un po&#8217; tutte, ma dislessico sinceramente no. Però poi, i certificatori, mica troppo contenti, se ne sono inventate anche altre. Tipo disgrafico. Questa celo. E ok, chisseneimporta. Ma poi anche discalculico. Che già a dirla sembra una parolaccia. Cosa hai detto? Discalcosa? Discalculo! Sembra un&#8217;invettiva romana: a discalculo, viè che te do un cd, e via così. Ma al di là del nome (la vera rosa è il suo nome, noi non abbiamo che nomi) c&#8217;è il dubbio. Cosa vuol dire? Che non sai fare i calcoli? Che significa? Tu mi dai da fare una somma, una sottrazione e io posso sbagliarla. Mica sono discalculico. La volta dopo a dio piacendo la faccio giusta. Allora uno è discalculico a tratti? Oppure si fa a percentuale? La sbagli cinque volte su dieci, sei discalculico. La sbagli sei su dieci, sei scemo. Boh. No, mica sprecheranno termini e nomi per robe così. Anche perché magari tanti di voi hanno avuto problemi a fare i conticini. Poi vabbé, uno ci si mette un attimo e li fa. A dire il vero io, che fin da piccolino ero bravino a fare le operazioni (poi ho disimparato man mano che facevo matematica, è vero, è stata dura ma ce l&#8217;ho fatta) a dire il vero io sono un po&#8217; dissottrazionico. Non la sapete? La saprete. Cioè a me le sottrazioni mi hanno sempre un pochino dato più fastidio delle altre tre operazioni. Quella roba lì che la decina le presta alle unità, insomma, non mi viene proprio naturale. Tanto che &#8211; lo posso confessare, non l&#8217;ho mai detto a nessuno in tanti anni ora so di potermi fidare di voi &#8211; quando mi davano da fare una sottrazione io, che invece con le somme me la cavicchiavo mica poco facevo una stima a occhio del possibile risultato. E poi sommavo. Oh, l&#8217;ho detto. Erano tanti anni che me la portavo dentro. Non andatelo a dire al mio maestro delle elementari, quello mi viene a prendere mi fa fare di nuovo l&#8217;esame. A cinghiate. E se mi dichiaro discalculico le conta lui per me. Grazie. Ma perché vi parlo di tutto ciò? Ah, sì, devo arrivare al dunque. Al discalculico e al mio dubbio. Insomma, son tutte balle. Uno discalculico non è uno che sbaglia un conto. È uno per cui un conto non ha senso. Non può nemmeno essere uno per cui 2+2 fa 5. E sempre 5. Quello non è discalculico. È solo diversamente calculico. Magari anche più bravo di altri. No, un discalculico deve essere uno per cui 2+2, come Mario Rossi per il simpatico Vimu (abbiamo stipulato un patto per cui così lo si chiama) sì, sembra anche facile, ma proprio non vuol dire niente. Non suona. Ed ecco la curiosità. Ed ecco perché spero di incontrare un giorno un discalculico. Per davvero. Per cercare di capire secondo lui cosa potrebbero fare insieme 2 e 2. È un mondo ed è un mondo incredibile e affascinante. Se avete letto il famoso racconto di Oliver Sacks sui gemelli starete da mezz&#8217;ora dicendo che quelli sono discalculici. Veri. Ma ci sono ancora? E dove sono? Sicuro non qui. Oh, fine. Punto a capo, mica vi posso tenere le ore a parlare di Gunawartana o come cavolo. Avete sentito il terremoto? Io no. Assolutamente. Zero. Se pure l&#8217;avessi sentito nulla sarebbe stato rispetto a un normale cambio dell&#8217;ora nel mio istitutino. Ecco perché ho deciso di fare stare tutti dentro. In classe. Poi, casualmente, sono scivolato su una vespa. E fuggito lontano. E non mi parlate di biscaggine, che sono dismarinaro. No, scherzi a parte è stato anche divertente. Domani spero in un&#8217;inondazione. La gran parte degli abitanti del popoloso deserto che tutti sapete ritiene che la causa della scossa di oggi sia il fatto che ho indossato maglioncino color viola. Porta sfiga, lo si sa bene. Domani sono indeciso. Magari però lo rimetto. Quello disgustoso a righe, grigio, rosso, arancio, nero, qualunque cosa che qualche volta ho sfoggiato invece me lo tengo nell&#8217;armadio. Poi andrà in valigia. Poi andrà ad Imperia&#8230; </p>
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		<title>Le domande</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 19:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da un milione di dollari, si diceva una volta. Leggo su ihs, non cito altro, per carità, di possibile risultato di possibile sfida Kasparov Fischer. Ovviamente nel miglior momento di ciascuno. Qualcuno abbocca e dice la sua. A me frega poco. Però impossibile evitare altre domande. Altrettanto prive di risposte. Tipo quale sia il momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da un milione di dollari, si diceva una volta. Leggo su ihs, non cito altro, per carità, di possibile risultato di possibile sfida Kasparov Fischer. Ovviamente nel miglior momento di ciascuno. Qualcuno abbocca e dice la sua. A me frega poco. Però impossibile evitare altre domande. Altrettanto prive di risposte. Tipo quale sia il momento topico di Carmen, come mi chiede via sms il Tigre, che ha deciso di assistere all&#8217;opera del Bizet. Boh, non facile. Direi romanza del fiore, prima aria di Micaela, scena di seduzione con suono della ritirata, e tutta la scena finale, in cui la semplice metafora sulla corrida è palpabile. Dice, sempre il Tigre, di avere già assistito a messa in scena della medesima opera con risvolti osè. Facile. Si presta. Giusto per divagare devo dirvi che la cosa più osé (a dire il vero più misteriosamente/inutilmente osè) che mi sia capitato di vedere (Netrebko a parte, ma lì è un difficile capitolo, consiglio ricerca su gugle di ilcorrieredellagrisi tutto attaccato) è un fuoco di gioia da Muti. In cui tre procaci e avvenenti ballerine sostanzialmente violentano un misterioso (nel senso che proprio non si sa chi sia) ragazzetto. Boh. Va di moda. Ho visto un dongiovanni che sembrava una sfilata di lingerie (edizione di Salisburgo di qualche anno fa), e del nudo della prima scaligera avrete tutti sentito dire. Riboh. Pagine sensuali certo ce ne sono, proprio tante. Proprio per voler fare i brontoloni segnalo &#8211; sempre dal Don Giovanni &#8211; l&#8217;aria vedrai carino, in cui Zerlina propone a Masetto una cura miracolosa per le botte che Don Giovanni gli ha dato. Una cura che non dà disgusto e che lo speziale non ti può dar. Ma dicevo che ero a fare il brontolone. Perché ancora mi chiedo, ed è passato più di un mese, perché cavolo mai nell&#8217;ultima messinscena scaligera, la Zerlina, quando in modo inequivocabile dice <i>sentilo battere sentilo battere toccami qua</i> porti le mani del maritino sul fondoschiena. Giuro. Si dice scelta registica, evidentemente. Ahò, me la spieghi? Direbbe qualcuno. Io mica l&#8217;ho capita. Però dobbiamo tornare indietro, riavvolgere il filo delle digressioni, quasi del tutto, e tornare alle domande. Tipo ma Monna Bianca era una troia? (Avrete capito che la rediviva striscia di oggi si aggira per territori hard). Mi è capitato di chiederlo, nei corridoi del popoloso deserto che frequento. Risposta affermativa. Io di dubbi ne ho. Shakespeare anche. Verdi no, ma non gliene fregava più di tanto. Se proprio proprio dovessi rispondere direi no. Ma insomma non è proprio cosa che mi tolga il sonno. Punto. Ritorno a capo. Le sfide. Quella tra Sonny Rollins e John Coltrane in tenor madness (il primo straccia il secondo). Quella mai successa, che tutti sanno, tra Miles e Jimi, causa prematura misteriosa morte del secondo. Quella che a dire il vero io pagherei per vedere è tra l&#8217;Olanda di Cruijff del 74 e i San Francisco 49ers di Joe Montana. A cosa non so. Ma il cosa non è importante. Entrambi giocavano non al loro sport. Non a calcio non a football. Giocavano in paradiso. Giocavano senza che si percepisse attrito. Nell&#8217;aria. In seconda istanza l&#8217;Olimpia di Dan Peterson contro l&#8217;Italvolley di Velasco. Al contrario due squadre che dall&#8217;attrito traevano la loro forza irresistibile. E ancora, e cifre a sei zeri, Pantani contro&#8230; sé stesso. Pantani che balla sui pedali, che butta la bandana. E chi cazzo se ne frega fosse droga. Era Forza.<br />
Già, la forza, anzi la Forza. Che sia questa la vera domanda che il sonno toglie? </p>
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		<title>800265265</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No, cioè, sbirciavo due o tre statistiche sul sito. Su questo, si chiamerebbe blog (ah, già, devo pubblicare la classifica dell&#8217;active, adesso lo faccio, finisco qui e lo faccio). Una dice da quale sito provengano i nostri visitatori. Non vi è dubbio alcuno: provengono dopo aver cercato su gugle 800265265. Che sarebbe il numero verde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, cioè, sbirciavo due o tre statistiche sul sito. Su questo, si chiamerebbe blog (ah, già, devo pubblicare la classifica dell&#8217;active, adesso lo faccio, finisco qui e lo faccio). Una dice da quale sito provengano i nostri visitatori. Non vi è dubbio alcuno: provengono dopo aver cercato su gugle 800265265. Che sarebbe il numero verde del registro delle opposizioni. Ci avevo scritto sopra una stupidata quasi un anno fa. Esattamente il 31 gennaio. E uno va su gugle, scrive 800265265 uno dei primi siti che esce sono io (bel modo di dire, né?). Allora viene a vedere. Probabilmente ci capisce poco, e prima di finire di leggere la striscia di quel dì già gli è venuta voglia di chiedere <i>scusa ma monzascacchi non è mica quel posto dove comanda l&#8217;Imperatore? E se sì dove posso comperare i suoi libri?</i>. E poi, secondariamente, perché se scrivo monzascacchi appare una pubblicità del viagra?. E nel frattempo le statistiche del sito registrano tutto. Tutti i pensieri, le parole (tipo che ne sai tu di un campo di grano) e omissioni (tipo come noi le rimettiamo ai nostri debitori). E segnano una roba tipo 953 visite. Per aver scritto una volta 800265265. Oggi l&#8217;ho già scritto quattro volte. Fa 3812. Vediamo se funziona. La regola, mica il numero verde, che a me continuano a telefonare di tutti di più (avete pagato il canone rai? Io non ancora) e quando gli dico guardi io sono iscritto al registro delle opposizioni mi dicono ah sì scusi ma tanto noi usiamo un elenco vecchio. Ah, grazie! A questo è servito. E naturalmente vi chiederete quale sia invece la seconda keyword di chi arriva qui. Risposta: sant&#8217;uguzzone. Minuscolo. Se maiuscolo non viene. Volevo chiedermi/chiedervi chi è sant&#8217;uguzzone. Ho guglato e ho visto che l&#8217;ho già fatto. Madonna, qui si fa dura. Link numero tre del mio gugle. Che questo tante volte me lo chiedo, ma non conosco una risposta precisa: ma quello che io trovo se guglo qualcosa è lo stesso che trova chiunque altro? Mica lo so. E chi sia l&#8217;uguzzone mica lo so. So che sul sito del Lombardia sono apparse un po&#8217; di foto di domenica. Che la Milanese ha vinto. Grazie per nessuna parola di noi. Ci ricorderemo. Mica solo di questo. Al proposito segnalo che sul forum, come già capitato praticamente dopo ogni impresa, si è iscritto un nuovo amichetto. Capir chi sia non sembra difficilissimo. Come molti è partito dicendo no, ma mi iscrivo per leggere. Poi vedrete che tra non molto non resisterà. Ricordo ancora l&#8217;iscrizione del Gabo, ricordo l&#8217;iscrizione del vulpes. Le ricordo perché sono venute dopo Corsico e dopo Legnano. Dopo Imperia non ricordo. Forse nessuno. L&#8217;anno scorso&#8230; Boh, siccome sono un po&#8217; sulla scarsità di forma andante, anzi galoppante, mi dedico a sottoporre ai ghilini veri o acquisiti appuntamenti culturali, nella speranza che le condizioni al contorno non li rendano impossibili. La stagione lirica al Manzoni prevede Carmen, Boheme, Traviata. Per chi c&#8217;era al Rigoletto sappia che queste tre le so meglio. Se vi va spedizione con spiegazione minuziosa organizziamo, quella del Bizet è sabato questo. Boh, niente, sentiamoci. Ah, dimenticavo: la cosa scoperta oggi, che mi sono tagliato il naso nel farmi la barba (a certi soci non vi dico chi capita di frequente) ho scoperto che lo zucchero è incredibile per fermare il sangue. Mai saputo mai immaginato. Condivido. Condivido la gioia. L&#8217;orgoglio. L&#8217;amarezza no. Lasciate a me. So cosa fare&#8230; Magari anche una striscia.  </p>
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		<title>Una grande giornata.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kob</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;impresa importante. Poco da aggiungere, poche le parole di commento. Mentre scrivo sto caricando i filmini (standing ovation al Gajardo) e le foto. Ci servono. Ci servono per ricordare. Un attimo prima di mettere via, un attimo prima di archiviare. Un&#8217;etichetta, come per i vini, per le grandi annate, la PFSCMAMA del gennaio 2012. Che in tre riesce a sfiorare il primo posto. Di fronte a due squadre del Master. Non è arrivato, il titolo. Non è arrivato forse anche più che per la mia veloce e non indolore sconfitta con la Brunello soprattutto per non aver visto la minaccia Ch3 del Panda contro il Radics. Con una sua patta saremmo forse ancora lì, di fianco alla scacchiera del kkkk, ad assistere a un finale che ci portava in alto. Non è arrivato il primo posto. Pensare, quattro mesi fa, di scrivere così, e di esserne un po&#8217; dispiaciuti, non era nemmeno tra le opzioni. E invece c&#8217;è mancato poco, forse pochissimo. Pensare quattro mesi fa di scrivere che Marelli e Passoni sarebbero stati terzo e primo nella classifica cannonieri (e con l&#8217;eslong penalizzato per la sconfitta &#8211; unica e ininfluente &#8211; con lo Jara al ritorno, dopo il quattro a zero) da bookmaker l&#8217;avrei dato con una quotazione a tre cifre. E invece è successo. Ed è successo senza però riuscire a portare a casa il titolo. Il che &#8211; forse &#8211; rende l&#8217;impresa ancora più memorabile. Non ricorderei ancora oggi quell&#8217;Olanda del 74, che incantò il mondo, e che perse la finale, con un Crujiff irriconoscibile e praticamente nullo. Non ricorderei ancora oggi i Kardiac Kids, forse, se quel passaggio non si fosse spento tra le mani di un avversario. Non ricorderei una certa squadra di basket di Milano, se Bariviera non avesse fallito due tiri liberi su due, a meno di trenta secondi dalla fine della finalissima. O una certa finale dei mondiali, se Baggio non avesse sbagliato un rigore. E via così. In questo stesso modo ricorderemo la giornata di ieri, con orgoglio, e con una cosa dentro che dice torneremo.<br />
Ma di parole ne ho già scritte tante, senza dire la fondamentale. Che è grazie. A una squadra, a un circolo, a un gruppo, che si rivela sempre più forte. Sotto tutti i punti di vista. Eslong, Pasùn, Radics, soprattutto, ma anche Giuberchietto, Bobby Cartolino, Bxx. Per non citare anche il Tigre, il Marino, il Piantoni, il Buonanno, il Flagix, e tutti quelli che anche l&#8217;anno scorso, perdendoci le domeniche, mettendoci la loro voglia, hanno fatto sì che la squadra arrivasse qui. A tutti quelli, a partire dal Presidente, che ieri hanno visto bene di essere lì, a viverla insieme a noi. A quelli che non c&#8217;erano, ma che si sono fatti sentire lo stesso. A quelli che erano lì, magari con la loro squadra, ma che il tifo lo hanno fatto, lo ammettano o no.<br />
È un gruppo, quello della PFSCMAMA, che credo &#8211; col tempo &#8211; abbia preso qualcosa di mio. Abbia un po&#8217; cominciato ad assomigliarmi. Il problema di ieri, di questi periodi, è che sono io che mi assomiglio proprio poco&#8230; Per fortuna c&#8217;erano e ci sono stati kob Eslong, kob Passoni e kob Radics, come altre volte c&#8217;era stato Eslong kob o Radics kob (qui immagino il giornalista mi chiamerò per dire cos&#8217;è che hai scritto non ho mica capito, ma perché non scrivi come l&#8217;Imperatore? Risposta: fa niente, salta pure la parentesi, anzi le parentesi in generale, scrivi solo Grande impresa, con i caratteri più grandi che hai. Da aggiungere c&#8217;è poco altro).<br />
E mentre mi guardo le foto, mi vedo i filmini, appiccico un&#8217;etichetta, e porto anche questa in cantina, di fianco a Legnano 2010, un poco più sotto a Corsico 2007, che comincia ad avere addosso un po&#8217; di polvere, come capita alle bottiglie migliori, ma che non si cancella. E sono sicuro che anche questa sarà difficile dimenticarsela. Forse anche perché non è arrivata la vittoria finale. Forse perché abbiamo già in mente, già in cantiere, la prossima occasione, la prossima sfida, il prossimo volo. Spero di esserci. Ci conto. Non solo per me. </p>
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		<title>Foste per caso</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 18:10:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[a corto di idee per i regali natalizi, soprattutto a mogli o fidanzate, non trascurate il consiglio dello zio kob, e acquistate (legalmente o meno) il disco che attualmente gira (si fa per dire disco si fa per dire gira) sul suo ipod. Painted from memory dell&#8217;Elvis, non Presley ma Costello, con Burt Bacarach o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a corto di idee per i regali natalizi, soprattutto a mogli o fidanzate, non trascurate il consiglio dello zio kob, e acquistate (legalmente o meno) il disco che attualmente gira (si fa per dire disco si fa per dire gira) sul suo ipod. Painted from memory dell&#8217;Elvis, non Presley ma Costello, con Burt Bacarach o come si scrive. Su tutte certo watching the detectives, uno dei 500 migliori pezzi di sempre secondo rolling stone (rivista eroica e mitica dei tempi che furono) e tra i primi dieci secondo chi vi scrive, ma poi una serie di pezzi che, specie in questi periodi, specie con questo freddo, fa un piacere quasi fisico sentire. Già, il freddo, l&#8217;inverno, queste robe qui. E l&#8217;uguzzone, da cui non mi sono ancora ripreso. Tosse, febbre, raffreddore, faccia gonfia, i soliti postumi. I postumi di un passaggio del turno. I postumi anche di un giorno che va come deve andare. Il limite, anche, di un certo gruppo. Il limite che si chiama intensità. Che vuol dire occhi della tigre, di velaschiana memoria, in certe situazioni. Che vuol dire facciamo i pagliacci, come ci diciamo io e il Radics proprio nel momento in cui appare il Bxx. Per questo non pubblicherò le partite. O forse sì, vediamo. Intanto siamo accoppiati con Vigevano, e sempre all&#8217;uguzzone. Bum, mi spiace per Vigevano. Potevano essere più fortunati. Perché io non perdo, non mi importa l&#8217;avversario. Ma nemmeno pareggio. Vi ho provato, da sciemo, con la i, domenica, col Pellizzola. Non lo faccio più. Mai più. Gli altri vedano di cavar fuori quel punto e mezzo. Di più non serve. Lo scrivo, oggi, lo faccio. Come Joe Namath di mille anni fa. Aspetta e vedrai.</p>
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		<title>La foto sul mio desktop,</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 12:33:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>cambia ogni mezz&#8217;ora, è Aljubarrota. È un posto in Portogallo. Ricorda una battaglia, un matamoros. Dietro alla statua una cattedrale. Mai finita. Non lo so se consigliarvelo o no, come posto. Dice tante cose, non so se sono cose che vi consiglio di ascoltare oppure no. Io, ancora per un po&#8217;, mi sento come dopo Imperia. Per questioni diciamo di lavoro. E rimango qua buono buono. </p>
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		<title>Riti satanici nella PFSCMAMA?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 13:50:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>È il terribile sospetto che scaturisce da un intervento dell&#8217;ingenuo Flagix sul forum. Si riferisce alla mia partita di domenica. Dice che è l&#8217;unica spiegazione. Subito, passano nemmeno due minuti, il Radics (ma non lavora mai questo figliuolo?) posta un vigoroso NO COMMENT. E basta. Nessun altro apre bocca, si attende che tutto cada nel Dimenticatoio (aperta parentesi, lo so quanto vi piace quando apro le parentesi, parte la digressione, come direbbe Hofstadter, o l&#8217;embolo, come invece commenterebbero i più. Cosa cavolo sarà mai il Dimenticatoio [rigorosamente maiuscolo, rigorosamente tra parentesi] che certo mille volte, specie da studenti vi sarete sentiti nominare? Dov&#8217;è, esiste ancora anche in questi grami tempi di raccolta differenziata? Cioè tipo io devo dimenticare una variante [mi capita spesso] e allora la devo portare in Via Col Vento, o invece mi devo dimenticare di andare al lavoro, e allora devo portare tale fastidioso pensiero [quello del lavoro in generale] in via del Nasone [satira politica e battuta troppo sottile per la gran parte dei lettori, attendo chiamata del Giornalista questa sera alle nove che mi dice non ho capito, ma scrivi un po' come l'Imperatore, che Lui sì che è bravo. (risposta: mica tutti sono figli del sole, qualcuno di noi ha avuto la sventura [o buona ventura] di leggere Berlin Alexanderplatz e di trovarlo estremamente piacevole, estremamente illuminante [non l'avete letto? Male. O forse sì ma l'avete messo nel Dimenticatoio? (e qui si apre una fantastica occasione per chiudere tutte le parentesi, ma siccome [domenica docet] se c&#8217;è la chiusura devo attendere quattro mosse prima di vederla allora non chiudo) tanto da decidere di tentare &#8211; ogni tanto &#8211; di scrivere in quel modo lì)] con questa che viene spero di aver chiuso tutto. Fondamentale, visto il freddo che fa) (e adesso metto pure un punto, la frase si può considerare terminata sull&#8217;interrogativo di fondo, poi ci torniamo). Io nel frattempo mi ascolto Man with the horn del Miles, inutile dirlo. Scoperto grazie a un gran bel podcast trovato su itunes (tutta questa frase è una strizzata d&#8217;occhio agli smanettoni del forum [non smanettoni nel senso di BigNose e del suo studio delle varianti, non quelle robe lì, mi diventate ciechi (il che a dire il vero potrebbe anche essere utile per i venienti torneini lampo)] chi avesse dubbi tipo cos&#8217;è un podcast, chi è Miles, dov&#8217;è itunes, come mai ogni volta che entro in internet il computer va a posizionarsi sul sito http://www.donneconlegonnemasenzagonna.it, insomma quei tipici problemi dell&#8217;uomo moderno (che non prega più leggendo il giornale, con buona Pace [PD, così, bestemmia gratuita] di Hegel, ma interrogando gugle è pregato di rivolgersi all&#8217;ormai stracitato BigNose. No, non lo disturbate, tranquilli, casualmente oggi non è al lavoro) dal titolo birdland, e condotto da vari personaggi, tra cui il redivivo Riccardo Bertoncelli (musico? Fallito? Pio? Teorete?) e che parlano del Signore con la Tromba e dei suoi vari periodi. Molto molto consigliati. Punto. Dicevo sto ascoltando questo. In attesa c&#8217;è standards live di Keith Jarret con il trio. Tra poco lo metto. Prima mi devo accertare che tutta la casa sia e rimanga in religioso silenzio per almeno un&#8217;ora. Andare dal tipo che abita sopra e pregarlo di portare fuori il cane (che pure a mio avviso ha una predilezione per il Mario Del Monaco e il di lui Otello, tanto da lamentarsi se ascolto una differente versione del capolavoro verdiano, buongustaio). Bloccare il traffico sull&#8217;intera via Meda, pregare l&#8217;amministratore del condominio di spegnere il riscaldamento (del resto ci siamo abituati, vedasi domenica in via Ghili [questa è satira politica]). Insomma, quelle tipiche, normali, minime precauzione che si devono prendere quando si ascolta il KJ (preferisco non nominarlo più di due volte nella stessa striscia, non vorrei si risentisse). Ascolto Miles e rifletto sul 3+2. Me ne hanno parlato bene, per questo l&#8217;ho proposto. Vedremo cosa succede. Mi attendo invece sdegnata assenza del BigNose giovedì. A causa di legge ad personam, anzi contra personam. Leggete bene il bando. È tutto un florilegio di leggi e leggine contro di lui. Minimo decide che non va a lavorare per un mese, per preparare un ricorso al Tar. E vincerlo. E io nel frattempo mi tocca andare in Vespa, come domenica, che il mio capitano, anzi Capitano, mi ha dimenticato. Anzi, mi ha messo nel Dimenticatoio (e tre). Pazienza, mi scalderò in altro modo. Ma tornando ai riti satanici, all&#8217;ipnotizzare l&#8217;avversario o altre cose, chi commenta dimentica la devastante potenza del mio maglioncino a righe orizzontali. Sapete, è di quei tipici maglioncini che se avete una moglie vi tocca comprare, che vi dice ah, sì, la riga orizzontale ti sta benissimo. Poi ve lo dimenticate (anzi lo mettete nel Dimenticatotio [e quattro]). Poi per caso un giorno lo mettete. Quel giorno siete a Legnano e giocate contro il Gori, della SSM. Fate una stupidata grande come una casa, e siete lì a soffrire. E quello, di colpo, inventa la mossa che in un colpo solo perde due pezzi. E se ne va, dopo aver lasciato giù un puntone (vale uno!) con la testa che penzola, con l&#8217;aria di chi farà fatica a trovare la strada di casa. Nel pomeriggio lo togliete, ma è lì, sulla sedia. Ed ecco perché con il Lapicci grande finisce pari. Ad Imperia prova i suoi influssi il Cugino. E finisce che dichiara che lascerà l&#8217;attività agonistica. Dopo aver beccato colpo tattico da bunnò. Domenica, visto lo stato di forma penoso ho deciso di metterlo. E i risultati li vedete. Dicevo &#8211; sul forum &#8211; che tale maglioncino appare su varie foto ufficiali. Dateci un&#8217;occhiata, ma solo una, che se vi capita di rivederlo inventatevi qualsiasi cosa, ma non giuocate contro di me! Perché non solo lascerete giù il puntone (vale sempre uno!). Ma avrà degli effetti devastanti su tutta la vostra vita. Vi conviene dimenticarvelo in fretta. Metterlo nel Dimeticatoio. Che io, nel Dimenticatoio, oggi, ci ho messo di scrivere la striscia. E PD c&#8217;era già da quattro mosse! E non mi venite a dire che sono scorretto!</p>
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		<title>Ma al ritorno dobbiamo venire?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:10:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non gliel&#8217;ho chiesto, ma glielo chiederò. La domenica di Lombardia inizia pigra, provo anche a fare qualche lampo su Icc, ma diciamo che non è il periodo. Verso le due e mezza, sto ascoltando il Johnny Cash, mi chiama l&#8217;eslong. Dice sono già arrivati. Di corsa scendo e lo aspetto. Passa invece il Salov, con una delle tre creature, dice che è di servizio, non ci viene a vedere. Alle tre meno cinque mi coglie il dubbio, richiamo l&#8217;eslong. Mica mi passa a prendere. Inforco il giallino e incurante delle intemperie in meno di due minuti sono alla Casa Della Luce. Semafori rossi almeno dieci, ma son dettagli. Mi spiace non aver detto fate partire gli orologi, ma del resto nessuno sa metterli a posto, quindi sarebbe inutile. L&#8217;Imperatore osserva. Al Radics gli tocca il Cani. Il mio ha un po&#8217; l&#8217;aria da secchione e sul formulario si segna con un circolino ogni cinque mosse. La quinta, la decima, la quindicesima, e così via. E poi durante la partita ci scrive il tempo. Son cose belle. Poco dopo l&#8217;eslong mi comunica che lo Jara gli ha sganciato un pedone. Non gli succedeva più da una vita. Il Pasùn col Salmo è quello che dà più sicurezza, ma anche il Radics, di fianco a me, sta tutt&#8217;altro che male. Io da schifo. Nonostante il maglioncino a strisce. Arriva il Marino, arriva il Clapis. L&#8217;Imperatore è impegnato in match lampo con l&#8217;accompagnatore dei Dal Vermi. Fa freddo sul balconcino societario, si fuma in saletta. In saletta a un certo punto il Radics mi dice guarda che sulle prime due scacchiere almeno uno e mezzo dovremmo farlo. Ah, bene, solo che io sto veramente da schifo, l&#8217;unica roba è che a lui, al mio avversario segnacircoletti di attaccare proprio non gli va, non è la sua, come direbbe il Carlo. È l&#8217;unica, tenue speranza. Ad ogni mossa analizzo robe tipo se fa questa abbandono. L&#8217;eslong vince! Sembra incredibile, ma in questo Lombardia il maestrino fidatario è a due e mezzo su tre. E secondo me, quando il Maskeret aggiornerà i risultati (a proposito: Bergamo batte la Milanese 3 a 1!) lo troveremo in testa alla classifica cannonieri. Guardate fuori dalla finestra: non sta nevicando. Vabbé, finisce che Txa2 non la vedo e una, non la vedo e due, non la vedo e tre. Alla quattro la vedo. Scaglio, picchio il pezzo, sotto gli occhi del kkkk del Pasun, del Marino, mi alzo imprecando. Il Radics mi avvisa guarda che ha abbandonato. Ah. Dice che sono scorretto. Cerco anche di dirgli guarda hai fatto di tutto per non vincere, ma non ha molta voglia di socializzare. Il Pasùn ha posizione vinta, e la porta a casa in fretta. Tutti a vedere il Radics, che ha poco tempo, ma gli sta facendo male, al Cani. E gli fa male. Per davvero. E sigla l&#8217;incredibile quattro a zero. Qualche settimana fa, guardando le formazioni, sul forum prevedevano un due a due. E non a torto. Qualcuno parla di experienced contro rising stars. Io di vecchi leoni. Si diceva ieri, uscendo, nella nebbia, non ricordo un 4-0 per noi, nella storia. A memoria, guardando sul sito, ce n&#8217;è uno. Preliminari di serie Pioneer dell&#8217;anno scorso. Contro Legnano B. Gli avversari si chiamavano Palminteri, Campesato, Nossa, Santarelli. Con il dovuto rispetto. Manca un passo alle final four. A una promessa, silenziosa, che mi ero fatto l&#8217;anno scorso. Proprio dopo aver perso coi Dal Verme, nella semifinale della serie B. Fino a lì non parlo, non esagero, non schiaccio l&#8217;acceleratore delle emozioni. Dico &#8211; insieme al Radics &#8211; che è incredibile quante emozioni ci abbia dato, nel tempo, questa squadra, questo circolo. Quante imprese, quante giornate da ricordare. Quante probabilmente ancora ce ne darà. Quella di ieri la tengo, la metto in un cassetto, la lascio lì per un po&#8217;. Verrà il momento di tirarla fuori. Verrà il momento della paura, di quando ci sentiremo piccoli di fronte al mondo, di fronte ai sempre meglio elo dotati avversari. Noi, per farci coraggio, penseremo al nostro cassetto, alle piccole, incredibili cose che ci sono dentro. E allora &#8211; sfrontati come sempre &#8211; inizieremo a dire a tutti: io vinco&#8230;</p>
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